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domenica 2 luglio 2017

Prime impressioni del BlackBerry KEYone

Non sono un esperto di recensioni o di BlackBerry, tuttavia il BlackBerry KEYone prometteva di essere il telefono della svolta di BlackBerry e ho atteso con curiosità la sua uscita, più volte rinviata in Italia.

Dal momento che mia moglie è riuscita a mettere mano su una delle prime unità vendute in Italia, ne ho filmato l'unboxing. In questo post trovate i dettagli sulla (scarsa) disponibilità. Di seguito, invece, vi riporto le prime impressioni, che potete trovare anche su YouTube. Le specifiche le trovate sul sito BlackBerry (in inglese) o altri siti, ad esempio HDBlog (in italiano).

Estetica e meccanica

Esteriormente il telefono si presenta decisamente come un disposito di elevata qualità. Un'azzeccata combinazione di materiali rendono l'estetica piacevole e originale. Il telaio è di metallo e le parti plastiche sono di ottima fattura. Il rivestimento posteriore è piacevolmente antiscivolo. L'impressione complessiva è di elevata qualità e solidità.

Il peso non è piuma (180g) ma nemmeno eccessivo per il tipo di dispositivo, considerata la tastiera meccanica e la batteria da 3500 mAh. Contribuisce a dare l'idea di compattezza. Stiamo comunque parlando di soli 10/20 grammi in più rispetto a telefoni alternativi.



Tastiera

La tastiera fisica costituisce ovviamente il punto di forza e la specificità di questo smartphone ed è in linea con la qualità che ci si aspetta. Buon riscontro meccanico e modesto rumore sordo non fastidioso. I tasti sono piccolini. Non si può dire che sia comoda per chi ha le mani grandi, però si tratta di dimensioni del tutto analoghe a quelle di una tastiera virtuale.

La sua praticità è estremamente soggettiva. Chi la apprezza ha pane per i suoi denti ma chi è abituato alla tastiera virtuale viene inevitabilmente rallentato. Ho letto recensioni di chi ha provato ad abituarvisi per giorni senza successo. Io riesco ad utilizzarla ma faccio piuttosto fatica, anche perchè non ho mani piccolissime. Non credo che potrei abituarmi facilmente. Mia moglie, al contrario, è più veloce su questa tastiera di quanto non lo sia io con una tastiera virtuale.

C'è da osservare che chi non ha mani enormi avvertirà un lieve sbilanciamento del telefono in avanti, digitando, specialmente nell'uso con una singola mano. La dimensione del display e il posizionamento in basso della tastiera rendono inevitabile questa sensazione. E' comunque un fatto gestibile.

La tastiera fisica è anche touch. Ovverossia funziona simultaneamente da tastiera e da "pad" per lo scorrimento, come un'estensione dello schermo (senza nessuna interferenza tra le due funzioni). Tuttavia non aspettatevi il funzionamento identico a un pad liscio. Il rilievo dei tasti costituisce comunque un certo impedimento e il ridotto sviluppo verticale la rendono leggermente più adatta allo scroll orizzontale.

I tasti fisici sono integrati da estensioni sullo schermo (suggerimenti, simboli, ecc.) e, all'occorrenza, possono essere del tutto sostituiti dalla tastiera virtuale sullo schermo.

Schermo

Nulla da eccepire. Schermo eccellente e definito (434 ppi). Piacevole rapporto 2:3. Luminosità predefinita leggermente bassa ma ovviamente regolabile e adattiva.

I bordi smussati sono decisamente piacevoli, interagendo con le estremità laterali dello schermo.

Unica osservazione, una sensazione di ridotta sensibilità. Mia moglie ha osservato che più volte ha bisogno di ripetere un tocco, perchè sia recepito. La risposta non è lenta, ma sembra che la sensibilità sia bassa. Io non ho la stessa sensazione ma ammetto che un paio di volte è capitato anche a me, di dover ripetere un tocco. Non si tratta di un problema, ma non sembra essere disponibile alcuna regolazione di sensibilità, tra le opzioni.

Togliamoci due dubbi...

Veniamo alle due preoccupazioni che circolano in Internet: distacco dello schermo e deformazione tastiera.

Non ho intenzione di rompere un telefono da 619 euro, peraltro difficile da reperire. Tuttavia, a una moderata flessione, l'unità in nostro possesso risulta perfettamente integra e resistente. Il problema di incollaggio dello schermo non sembra manifestarsi. Mia moglie si porta in giro il telefono da più di una settimana senza problemi.

La tastiera - che alcuni hanno segnalato deformata con spiragli laterali dai quali fuoriesce la retroilluminazione - non presenta in questo caso alcun difetto. Perfettamente in sede, senza mostrare fessure o cedimenti.

E Android sia...

BlackBerry ha deciso di passare ad Android e la scelta è senz'altro benvenuta.

Sia chiaro che il precedente BlackBerry iOs non era per nulla una Cenerentola. Era, anzi, un sistema operativo eccellente. Personalmente apprezzavo la grafica estremamente compatta e la cura maniacale di molti dettagli sia di configurazione sia di molte utilissime funzionalità (ad esempio la chiara gestione di cartelle e file). Ahimè, mancava solo una cosa: la scelta di applicazioni. Che si restringeva pian piano ulteriormente, visto che WhatsApp cesserà il supporto di BlackBerry iOs a fine 2017.

Con Android, il KEYone guadagna tutto un mondo di applicazioni e un'interfaccia analoga a quella della maggior parte dei telefoni in commercio. E un avvio nettamente più rapido...

La prima impressione è che si perde qualcosa come praticità di personalizzazione, rispetto al precedente sistema operativo. Chi viene da un BlackBerry autentico sentirà la differenza. Le opzioni di configurazione sono disperse in vari menu, con criteri a volte poco comprensibili. Ma questo è Android. Non c'è molta scelta. Bisogna però dire che forse il tocco BlackBerry, cercando di semplificare le cose, le ha in questo caso addiritura peggiorate. Alcune configurazioni disponibili sull'Android "standard" sono sparite. Ad esempio, la configurazione dei pulsanti rapidi in alto è più povera.

Per il resto c'è poco da dire. E' Android, personalizzato BlackBerry.

La fotocamera

Non ho fatto prove specifiche, ma sembra all'altezza di quanto promesso. Fuoco reattivo e buona sensibilità. Interessanti la "ghiera" virtuale (su schermo) per la variazione dell'esposizione e il flash dual led.

Autonomia

Tra la batteria generosissima e lo schermo leggermente ridotto ci si aspetta che la batteria duri come minimo un giorno pieno.
Nella prima settimana d'utilizzo, giocando con le impostazioni del telefono come normalmente si fa con un telefono nuovo, facendo aggiornamenti, con poche telefonate ma molta messaggistica, wifi sempre accesso anche fuori casa e nessuna configurazione specifica per risparmiare batteria (anzi, abbiamo aumentato leggermente la luminosità dello schermo), il telefono ha esibito l'impressionante autonomia di 3 giorni e mezzo!

Conclusioni

Le prime impressioni sono decisamente positive. Telefono eccellente e molto equilibrato, con pochissime ombre.

Ottima la qualità generale, benvenuto Android, autonomia superlativa.

Alcune pecche software, ma nulla di bloccante. Teniamo conto che è un telefono di recente distribuzione e di sicuro arriveranno aggiornamenti.

Giudizio netto: scelta perfetta per chi desidera la tastiera fisica, troppo rischioso per chi preferisce la tastiera virtuale.

Se avete domande, lasciate un commento.


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L'acquisto di uno dei primi BlackBerry KEYone venduti in Italia

Video correlati:
BlackBerry KEYone: Unboxing [ITA]
BlackBerry KEYone: Prime impressioni [ITA]

lunedì 19 giugno 2017

L'acquisto di uno dei primi BlackBerry KEYone venduti in Italia

Da mesi mia moglie, che possedeva un BlackBerry Q5, attendeva l'uscita del BlackBerry KEYone, più volte rinviata in Italia.

Finalmente, lo smartphone ha cominciato da pochi giorni ad essere disponibile, ma solo attraverso Media World.

Purtroppo non si tratta di un cellulare economico ma è indubbiamente un telefono con caratteristiche di tutto rispetto. Per gli amanti della tastiera fisica si tratta di uno dei migliori smarphone mai prodotti.

Nei giorni scorsi il telefono non sembrava disponibile sul sito di Media World, ma ieri abbiamo visto un'unità esposta al Media World di Orio Center (Bergamo). L'impressione dal vivo ha confermato in pieno le positive recensioni lette nei mesi scorsi.

Purtroppo avevano già esaurito tutta la scorta, a meno dell'unico pezzo esposto, e il riassortimento è previsto per luglio (senza una data precisa). A detta della commessa, non era attesa una richiesta così elevata. Quindi c'è da aspettarsi che anche le quantità in arrivo verranno prese d'assalto.

Considerato che la disponibilità potrebbe nuovamente rimanere incerta per settimane (se non mesi) e che il supporto WhatsApp del BlackBerry iOS del Q5 termina il 30 giugno, abbiamo fatto un tentativo in un centro commerciale vicino. Al Media World di Curno avevano in magazzino due unità, di cui una è ora finalmente nelle mani di mia moglie (€619,99).

Dal momento che si tratta probabilmente di uno dei primi esemplari venduti in Italia, ho pensato di filmare l'unboxing per gli interessati. Ho omesso le specifiche, consultabili sul sito BlackBerry (in inglese) o su altri siti, ad esempio HDBlog (in italiano). Di norma non realizzo questo tipo di video, quindi portate pazienza per la qualità del risultato.

Di seguito le foto, incluso il confronto con il precedente Q5 in nostro possesso.

BlackBerry KEYone e confezione

BlackBerry KEYone a confronto con il Q5

Io possiedo un Samsung Galaxy Note 4 ancora di tutto rispetto, ma devo dire che, se non fosse per la tastiera fisica di cui non sento la necessità, invidio il nuovo acquisto di mia moglie. Qualità notevole ed eccellente software BlackBerry su piattaforma Android.

Se avete domande, lasciate un commento.


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BlackBerry KEYone: Unboxing [ITA]
BlackBerry KEYone: Prime impressioni [ITA]

martedì 21 marzo 2017

La mia esperienza con le soluzioni professionali di gestione attività e progetti

Attualmente sono disponibili sul mercato parecchie soluzioni di gestione attività, che vanno dalla semplice gestione e condivisione dei promemoria alla più complessa pianificazione.

Districarsi in questo mondo, però, non è facile, perché le soluzioni sono tantissime e ciascuna di esse si basa su parecchi compromessi, non sempre evidenti in fase di prova e di cui non è raro accorgersi solo dopo che abbiamo cominciato ad inserire parecchi dati. Poi, passare da una soluzione ad un'altra non è mai semplice (o possibile) come viene prospettato.

In questo post non ci sono elenchi e prove comparative, bensì la mia personale esperienza nella scelta di questo strumento e nella sua adozione in un piccolo gruppo con vari ruoli e vari ambiti (inclusi software, meccanica, elettronica, marketing, amministrazione).

I miei criteri di scelta erano la possibilità di utilizzare lo strumento sia a livello di produttività individuale che a livello di gestione di gruppi di lavoro, la disponibilità di applicazioni per cellulare e tablet, una buona dotazione di funzionalità in merito alla gestione di attività e progetti.

Fasce di prodotto

Essenzialmente, ho valutato varie fasce di prodotto, scartando ovviamente subito gli estremi, cioè i programmi che costituiscono dei semplici elenchi di note (che comunque sconsiglio a chiunque abbia intenzione di gestire i promemoria abitualmente) e i software esclusivamente dedicati all'ambito enterprise (ERP e similari):
  1. Fascia bassa. Queste applicazioni sono pensate sia per un utilizzo personale sia, accettandone la semplificazione, per la condivisione a livello di gruppi di lavoro. Gli elenchi di attività sono un po' più strutturati e/o configurabili rispetto ai programmi di base e, a seconda del piano scelto, è possibile fare un minimo di gestione progetti e pianificazione. In questa categoria rientrano una grandissima quantità di nomi (tra i miei preferiti: ToodleDo, Asana, Nirvana). In molti casi, esiste una versione gratuita non troppo limitata e le versioni a pagamento o le estensioni offrono alcune funzionalità di fascia superiore.
  2. Fascia media. Questa categoria professionale, ampiamente popolata di grandi nomi (tra cui Targetprocess, Wrike, Jira), nasce per coprire anche le esigenze aziendali ed è quella che prospetta maggiore longevità, potenza e flessibilità. Sono generalmente disponibili funzioni di gestione delle autorizzazioni, di pianificazione, di monitoraggio dell'attività del gruppo, di gestione di scadenze e rilasci, di ricerche/filtri avanzati e così via. Questa categoria la riconoscete facilmente perché ha un costo, spesso non basso. Anche se, a volte, esistono versioni gratuite, esse sono generalmente troppo limitate, soprattutto se intendete utilizzarle a livello collaborativo. L'esborso dipenderà dalle funzionalità che volete includere, dato che tutte le soluzioni prevedono più piani, ma preparatevi a spendere qualcosa.
  3. Fascia alta. Esiste infine una categoria di soluzioni nata per risolvere i problemi di pianificazione fino ad alti livelli di complessità (Microsoft Project, Teamworkprojects, LiquidPlanner, ecc.). Si tratta di soluzioni relativamente costose che, per un utilizzo efficace, richiedono un discreto livello di approfondimento. In alcuni casi, i prodotti di fascia media arrivano, col piano più costoso, a coprire sufficientemente anche questa fascia.

La scelta

Ho personalmente sperimentato parecchio con applicazioni di fascia bassa, essenzialmente al fine di avere a disposizione una soluzione gratuita o economica ma, alla fine, per uno strumento valido e sufficientemente completo bisogna salire di categoria, essenzialmente per due motivi: le funzionalità troppo semplificate - che presto rivelano i loro limiti nei casi reali - e l'impostazione del prodotto che raramente evolve in modo significativo nel tempo (rendendo quindi poco attraente l'idea di farcirlo coi propri dati, partendo già con troppi compromessi).

Viceversa, ho scartato la fascia delle applicazioni più sofisticate, essenzialmente per il costo eccessivo rispetto alle esigenze.

La mia ricerca nell'ambito delle soluzioni professionali ha quindi presto preso una strada molto precisa nella fascia media: Wrike o Targetprocess. Una menzione speciale va a LiquidPlanner, ma l'ho scartato per l'alto costo e un'interfaccia utente che non mi convinceva pienamente.

Wrike è una soluzione piuttosto completa e ha molte caratteristiche non sempre presenti nella concorrenza: gestione gerarchica di progetti/attività, semplicità di uso e di interfaccia, ottime applicazioni su tablet e smartphone, buona configurabilità.

Le due limitazioni più importanti di Wrike sono il costo e la gestione dei progetti. I piani poco flessibili: scartando la soluzione gratuita, si parte da $49/mese ($9,80/mese/utente pubblicizzati, ma si è in realtà obbligati a partire da 5 utenti e a salire di 5 utenti per volta). La gestione dei progetti, invece, è un po' povera; la gestione gerarchica è molto flessibile ma per il resto c'è decisamente di meglio. L'applicazione è prevalentemente focalizzata sulla gestione delle attività.

Targetprocess è disorientante, in un primo momento. Esso adotta un modello di tipizzazione di progetti e attività più complesso di altri programmi - ed è orientato di base allo sviluppo software - ma le possibilità di configurazione hanno un livello di potenza nettamente superiore alla concorrenza. Così tanto, da sembrare troppo complesso. Se non ci si fa spaventare e si ha la pazienza di muovere i primi passi ci si accorge di avere per le mani uno strumento progettato con estrema cura, realmente pensato per la gestione dei processi (anche al di fuori dello sviluppo software) e la loro pianificazione. Appena abituati, diventa comunque semplice da utilizzare. L'applicazione smartphone non eccelle ma, in effetti, si tratta di uno strumento che da il suo meglio su schermi un po' più grandi. Il supporto è eccellente (in inglese) e nettamente più competente rispetto a Wrike. Più costoso di Wrike ($20/mese/utente) ma tariffazione più flessibile, per singolo utente.

Tra i due, la scelta - dibattuta - è caduta su Wrike essenzialmente per due motivi; temevo che la lingua inglese e l'alta configurabilità e versatilità di Targetprocess avrebbero disorientato gli utenti, completamente a digiuno di questo tipo di strumenti. Si tratta di difetti superabili ma l'impatto percepito era già alto e il rifiuto psicologico non era il miglior modo di cominciare. Inoltre, anche se era un punto ovviabile, ero affascinato dalla flessibilità gerarchica di Wrike e un po' spaventato dalla rigidità gerarchica di Targetprocess.

L'adozione

L'adozione di Wrike è stata non solo semplice, ma addirittura piacevole. L'interfaccia è davvero pratica e gradevole, tranne piccoli difetti che si incontrano in qualunque prodotto, e le applicazioni tablet/smartphone sono comodissime da utilizzare. L'adozione da parte degli utenti era agevolata dall'ottima interfaccia e da concetti semplici. Per contro, la mancanza di una vera sintassi per le ricerche avanzate ha fatto sentire la sua mancanza, così come una modesta configurabilità e l'assenza di qualunque forma di formattazione condizionale (ad esempio l'evidenziazione automatica di determinate attività). Inoltre, sono rimasto deluso dalla gestione dei progetti da un punto di vista complessivo.

Il seguito

Credo che Wrike avrebbe comunque potuto essere un discreto strumento, tuttavia, nel caso specifico, ho presto desiderato una maggior integrazione con i dati aziendali (campi personalizzati con logiche di numerazione particolari, collegamento a cartelle esterne e così via). Avendo competenze di sviluppo software - nonostante Wrike prevedesse la possibilità di estensioni personalizzate - ho scelto di realizzare un'applicazione specifica con Zoho Creator, il quale, oltre a consentire la gestione di attività e progetti, poteva integrare molti altri dati e risolvere altre esigenze. Wrike è stato abbandonato e, per l'ennesima volta, mi sono trovato con un grosso elenco esportato da reinserire nel nuovo sistema. Wrike ha un'ottima funzione di esportazione, tuttavia ho preferito un reinserimento manuale (e ragionato) dei dati nel nuovo sistema. La possibilità di esportare da un sistema e caricare automaticamente in un altro, per questa categoria di prodotti, è una possibilità teoricamente normalmente possibile ma che, a dire il vero, si è sempre rivelata sconveniente, in special modo perché spesso i due sistemi non adottano gli stessi paradigmi.

In conclusione

Col senno di poi, tra Wrike e Targetprocess sceglierei Targetprocess senza alcun dubbio. Sono convinto che affrontare eventuali reticenze sia ampiamente ripagato dalla flessibilità e dalla longevità dello strumento nel tempo. Non dimentichiamo che noi - ed eventualmente altri - dovremo investire del tempo, per la configurazione e l'adozione di questi strumenti, ed è meglio fare quest'investimento su uno strumento che possa accompagnarci nella crescita delle esigenze.

giovedì 23 febbraio 2017

Ecco perché sono, ahimè, passato da Outlook a eM Client...

Outlook è per me sempre stato il riferimento per la posta elettronica, lavorando principalmente con strumenti Microsoft ed essendo stato un fan di Microsoft. In passato ho valutato alcune alternative, ma senza convinzione e senza che mi convincessero.

Negli ultimi anni, tuttavia, mi sono reso conto che Outlook è rimasto fermo al palo. Di versione in versione mi aspettavo un vero e proprio ammodernamento, ma questo non è mai arrivato. Finché non ce l'ho più fatta. Non posso più sopportare, nel 2017, di avere un'unica cartella di posta in ingresso sul telefono e avere una moltitudine di account IMAP in Outlook da controllare singolarmente, considerato anche che esistono parecchi client di posta gratuiti con la InBox unificata. Microsoft, mi stai ancora simpatica, ma così non va bene.

Ho quindi realizzato, come quando si fa due più due dopo essere stati fregati, che di cose che stavo sopportando, in Outlook ce n'erano non una ma parecchie, spesso da me (complice) aggirate con le macro. In sintesi, Outlook è fuori dal mondo: gestisce i calendari non Microsoft in sola lettura, avrei aneddoti sulle cartelle IMAP con Outlook da dedicarci un blog intero, per gestire i contatti senza perdere e duplicare niente serve un giocoliere, e così via.

Per un pignolo come me, però, le alternative non sono poi così tante come possono sembrare e mi sono ritrovato a scartare tutte le alternative gratuite. Non vi annoio con i dettagli perché il web è pieno di recensioni e confronti al riguardo. Sono infine approdato a eM Client (il sito è in inglese ma il programma è anche in italiano). Mi ha stra-convinto e mi ha portato a sborsare i 25 euro richiesti, che non sono un'esagerazione, considerando anche che i prezzi scendono già dalla seconda licenza o con gli aggiornamenti.

Che fa di bello eM Client? Fa il client di posta come si deve, razionalmente e aperto al mondo. In particolare:
  • L'interfaccia è molto semplice e chiara. Un po' spartana ma pulita e adeguata. La visualizzazione dei messaggi è sufficientemente configurabile, in termini di dati visualizzati e anteprime.
  • La gestione degli account IMAP (che sono i più rognosetti, per certi versi) funziona a meraviglia.
  • Finalmente una singola casella della posta in arrivo, dopo non so quanti anni che l'ho attesa, invano, in Outlook.
  • La gestione dei calendari è esattamente come dovrebbe essere. L'interfaccia è chiara e la trasparenza su quali calendari sono connessi e visualizzati è assoluta. In sintesi, vedo e aggiorno i calendari che voglio, in un'unica schermata. Questo mi ha consentito di passare al calendario di Google col pieno supporto anche nel client di posta.
  • Infine, l'ottima gestione dei contatti. L'interfaccia, in questo caso, è parecchio più rigida e spartana di quanto è possibile avere con Outlook, tuttavia il fatto di avere il totale controllo di quali contatti sono presenti in quale account è impagabile. Outlook, per i contatti è un disastro (a meno di non mantenerli esclusivamente in locale, cosa ormai un po' anacronistica), soprattutto se si è possessori di un telefono non Microsoft (come la quasi totalità del mondo). Ora tengo tutti i contatti in Google, non ho più duplicati o cancellazioni inspiegabili e... posso finalmente, dopo tanti anni di sincronizzazione con Outlook.com, tornare a utilizzare i gruppi e le liste di distribuzione senza perderli al cambio di PC o telefono.





Naturalmente, qualche difetto c'è. Principalmente, questi sono quelli che ho riscontrato:
  • La formattazione condizionale, ampiamente disponibile in Outlook, è praticamente inesistente.
  • Non esiste un sistema di macro. La potenza del VBA di Outlook è senza paragoni.
  • La personalizzazione è un po' carente. Se ne sente la mancanza soprattutto per la barra dei menu e per la visualizzazione dei contatti come biglietto da visita.
  • Riscontro frequenti avvisi di errori di sincronizzazione, in IMAP, che non sono dei veri errori ma di fatto si traducono in semplici ritardi. Sembra quindi risolversi tutto in un problema solo "estetico" e probabilmente collegato al fatto che ho molti account e che per ognuno di essi chiedo che siano scaricati subito i contenuti per l'uso off-line (l'opzione non è predefinita, ma è opportuno impostarla almeno per evitare i ritardi delle anteprime). Una bazzecola, rispetto alle avventure con l'IMAP in Outlook.
In conclusione, i pochi difetti che ho riscontrato sono di gran lunga ricompensati e, almeno nel mio caso, ho stabilito di potermene tranquillamente fare una ragione. Brava eM Client. Ottimo lavoro!

lunedì 20 febbraio 2017

Ricominciamo

Purtroppo, ho dovuto interrompere il blog per tre anni. Chi mi conosce personalmente sa che una coincidenza di eventi mi ha reso impossibile essere presente su queste pagine.

Continuo, però, a pormi domande sulle nuove opportunità digitali e a migliorare il mio modo di sfruttare gli strumenti informatici più tradizionali. Non vedo l'ora di proporvi risposte e soluzioni.

Si può ricominciare.